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giovedì 30 gennaio 2020

Coronavirus: la nazionale di calcio femminile cinese messa in quaratena in Australia

Foto Ansa
Parliamo ancora di coronavirus e la nazionale di calcio femminile cinese è stata messa in quarantena in Australia per via dell'epidemia scatenata. 
A riferirlo il Guardian. La squadra è stata nella città focolaio di Wuhan sette giorni fa, il 22 gennaio, e le giocatrici dovranno rimanere chiuse in hotel almeno fino al 5 febbraio.

mercoledì 11 aprile 2018

Sono cinque le nazionali asiatiche all’assalto del Mondiale

La partita inaugurale dei prossimi mondiali di calcio vedrà protagonista una delle cinque squadre rappresentanti l’AFC, acronimo che sta per Asian Football Confederation.

Il 14 giungo 2018, allo stadio Luzhniki di Mosca, quando in Italia saranno le cinque del pomeriggio, andrà in scena Russia-Arabia Saudita.

L’Arabia è stata inserita nel raggruppamento A, quello con Egitto, Uruguay e i già citati padroni di casa. 

Le altre nazionali asiatiche che parteciperanno al torneo iridato sono: l’Iran (inserito nel raggruppamento B assieme a Marocco, Portogallo e Spagna); l’Australia (facente parte del raggruppamento C, con Danimarca, Francia e Perù); la Corea del Sud (nel raggruppamento F, dove si trovano anche Germania, Messico e Svezia – nazionale quest’ultima che ha escluso l’Italia nei playoff); per concludere, il Giappone (raggruppamento H, formato pure da Colombia, Polonia e Senegal).

Questo il calendario con i quindici match delle cinque nazionali nella prima fase del torneo, quella a gruppi che si concluderà due settimane dopo il calcio d’inizio della manifestazione, il 28 giugno.

14/6/2018, Russia vs Arabia Saudita
15/6/2018, Marocco vs Iran
16/6/2018, Francia vs Australia
18/6/2018, Svezia vs Corea del Sud
19/6/2018, Colombia vs Giappone
20/6/2018, Uruguay vs Arabia Saudita
20/6/2018, Iran vs Spagna
21/6/2018, Danimarca vs Australia
23/6/2018, Corea del Sud vs Messico
24/6/2018, Giappone vs Senegal
25/6/2018, Arabia Saudita vs Egitto
25/6/2018, Iran vs Portogallo
26/6/2018, Australia vs Perù
27/6/2018, Corea del Sud vs Germania
28/6/2018, Giappone vs Polonia 

Nessuna delle compagini provenienti dalle qualificazioni che hanno impegnato i Paesi facenti parte l’AFC è all’esordio in una fase finale di un mondiale di calcio.

Quella col maggior numero di caps sulle spalle è la Corea del Sud, presente ininterrottamente dal 1986 e con 9 mondiali all’attivo. A seguire c’è il Giappone, presente senza soluzione di continuità dal 1998 e arrivato a 5 edizioni nel curriculum. Poi le altre compagini vantano tutte 4 presenze. 

Da segnalare che ad eccezione dell’Arabia Saudita, tutte le altre, Australia, Corea del Sud, Giappone ed Iran hanno giocato anche a Brasile 2014. 

E l’attesa è tanta anche sul fronte del betting, con i bookmaker autorizzati AAMS, come NetBet, che già stanno pubblicando le quote dei testa a testa che si succederanno nella fase a gironi. 

Intanto il 2018 delle scommesse sportive è iniziato col botto.

Stando ai dati pubblicati da Agimeg, l’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, fra offline e online nei primi tre mesi di quest’anno sono stati raccolti in Italia più di 2,6 miliardi di euro. Andando poi a focalizzare l’attenzione sui dati provenienti dei siti di scommesse presenti in Rete, ecco che ci troviamo di fronte ad una spesa (puntate meno vincite) per il solo mese di marzo pari a 51,3 milioni di euro. Un valore che se confrontato con quello registrato nello stesso mese del 2017 produce un +82,4%.

venerdì 9 febbraio 2018

Avviati i Giochi olimpici invernali 2018, storica stretta di mano tra le due Coree

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Contornate da un freddo polare con le immagini del ghiaccio al centro dello stadio, e una grande tigre bianca come mascotte, si sono avviati i XXIII Giochi invernali di PyeongChang.

La cerimonia di apertura è cominciata con cinque bambini e il loro viaggio nel tempo, alla ricerca della pace insieme alla grande tigre bianca (uno dei quattro guardiani protettori della riconciliazione). Appena finita la cerimonia sono iniziate le sfilate dei Paesi partecipanti, con le loro delegazioni.

Gli atleti italiani hanno sfilato guidati dalla portabandiera Arianna Fontana. Lo Stadio Olimpico in pieno tripudio ha accolto la sfilata congiunta delle due Coree, un atleta del Nord e uno del Sud sono entrati insieme e hanno sventolato la bandiera blu della Corea unità.

Il presidente sudcoreano Moon-Jae-in, prima di prendere posto insieme alla moglie in tribuna d'onore, ha stretto la mano alla sorella di Kim-Jong-un, in rappresentanza della Corea del Nord.

mercoledì 17 gennaio 2018

Alle Olimpiadi invernali le due Coree unite da una sola bandiera e un solo team

(ANSA/EPA)
di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Da una nota congiunta delle della Corea del Nord e del Sud, che oggi si sono incontrate a Panmunjom, è stato deciso che alle Olimpiadi invernali di PyeongChang (inizio stabilito per il 9 febbraio), le due Coree sfileranno insieme sotto la bandiera della Corea unita.

Al torneo di hockey femminile vi sarà una sola squadra a rappresentare i due Paesi, quindi la Corea non solo come unica bandiera alla cerimonia di apertura, ma anche come un solo team. Pyongyang invierà 550 persone, tra tifosi, atleti, artisti e cheerleader.

Lo scopo di Seul di accreditare questi Olimpiadi come "Giochi della pace" è stato compiuto. Il capo della delegazione nordcoreana Jon Jong-Su ha dichiarato che le due Coree non hanno relazioni da circa 10 anni e si spera che questi rapporti possono essere riallacciati.

giovedì 9 novembre 2017

Cannavaro: "Sono il nuovo allenatore del Guangzhou Evergrande"

ROMA - Novità nel calcio cinese: Fabio Cannavaro è il nuovo allenatore del Guangzhou Evergrande. Il club ha infatti ufficializzato l'arrivo dell'allenatore italiano con un "Benvenuto Fabio Cannavaro" ma, in realtà, sarebbe stato più corretto un "bentornato" dal momento che l'ex capitano della Nazionale azzurra campione del mondo nel 2006, aveva già guidato la squadra nel 2014-2015 prima di essere esonerato, nonostante il primato in classifica, per far spazio a Luiz Felipe Scolari.

Una bella rivincita per il napoletano che ha ricevuto la chiamata dopo aver disputato un grande campionato con il Tianjin Quanjian, squadra che prima ha portato dalla B alla massima divisione per poi guidarla fino alla qualificazione alla prossima Champions League asiatica.

"Sono felice di annunciare di essere il nuovo allenatore del Guangzhou Evergrande" ha dichiarato Fabio Cannavaro "Sono estremamente orgoglioso di poter ritornare a Guangzhou e grato per l'opportunità che mi è stata data. Non vedo l'ora di iniziare la nuova stagione per andare a caccia di nuovi successi. Mai dire addio".

mercoledì 3 maggio 2017

Europa e Asia nel calcio, tra meteore e chi ha lasciato il segno

Si parla ormai quotidianamente dell’“invasione asiatica” nel calcio europeo. Club più o meno prestigiosi acquistati da potenze cinesi o indonesiane, che cercano introiti in uno dei maggiori affari del panorama mondiale. In Italia abbiamo due esempi lampanti, entrambi a rappresentare una metropoli come Milano: l’Inter, ceduta dalla famiglia Moratti ormai già due anni fa, è stata acquistata da una cordata cinese, la Suning. Il Milan ha avuto lo stesso destino non più di due settimane fa, quando è finita l’epopea berlusconiana dopo ben 31 anni.

Ma la “contaminazione” tra i due continenti in questione in fatto di gioco del pallone ha avuto inizio più di 20 anni fa e proprio in Italia, la prima nazione europea a “pescare” a oriente. Ma partiamo dai calciatori che attualmente militano nei maggiori campionati. In serie A su tutti Honda e Nagatomo. Il nipponico del Milan, approdato dal CSKA Mosca (dunque squadra sempre europea) e arrivato tra i proclami e aspettative alte, fa panchina con addosso non un numero di maglia qualsiasi, ma bensì la numero 10. Punta di diamante in Russia, dove dettava tempi di gioco e segnava costantemente sui calci piazzati, tra le fila rossonere non è mai riuscito ad adattarsi. La sua unica funzione, di fatto, è stata portare a San Siro centinaia di suoi connazionali e vendere la sua maglia, con un business di migliaia di euro. Stesso discorso per Nagatomo, terzino dell’Inter arrivato in serie A grazie al Cesena, che lo acquistò nel 2010. Non ha quasi mai avuto fiducia dai vari mister che si sono succeduti sulla panchina nerazzurra, che lo hanno utilizzato col contagocce.

Ci spostiamo in Inghilterra dove l’asiatico degno di menzione in questo periodo è senza dubbio Heung-Min Son, attaccante ventiquattrenne sudcoreano del Tottenham che, come fanno notare gli analisti dei siti di scommesse come http://extra.bet365.it/news/it/, ha all’attivo già 12 reti in questa stagione. La Germania è “terra di conquista” da parte di calciatori orientali: nel Borussia Dortmund milita un nazionale coreano difensore centrale, Joo-Ho Park, mentre nell’Herta Berlino troviamo Genky Haraguchi, riserva in attacco.

Se diamo uno sguardo al passato, è stato il Genoa ad acquistare il primo giocatore asiatico del calcio moderno: parliamo di Kazuyoshi Miura, arrivato nel 1994 e passato alla storia del club rossoblu per aver segnato un gol nel derby contro la Sampdoria, unica rete in 20 presenze. Miura è stato il precursore della passione scoppiata nei tifosi asiatici, che hanno cominciato a invadere gli stadi italiani e non solo. Di sicuro quello che ha lasciato più traccia per il suo valore tecnico, e bei ricordi per quello umano, è Hidetoshi Nakata. Era il 1998 quando lo comprò il Perugia di Gaucci, ma è stato a Roma che ha lasciato il miglior segno. Ha indossato anche la maglia del Parma, del Bologna e della Fiorentina.


Un altro rimasto impresso nelle cronache della massima serie italiana è Shunsuke Nakamura, trequartista dallo spiccato senso del gol e micidiale sui calci piazzati, approdato alla Reggina nel 2002. Dopo una prima stagione col botto, si spense pian piano tanto da decidere di lasciare l’Italia e trasferirsi nel Celtic prima e nell’Espanyol dopo. Stessa sorte per Morimoto, che, partito bene col Catania, è finito a svernare a Dubai.

mercoledì 7 settembre 2016

Mongol Rally, arrivo ad Ulan Bator

MONGOLIA - Dopo una estenuante trattativa di ben 14 ore tra documenti controlli e visti autorizzativi alla dogana conclusasi per un pugno di dollari...siamo finalmente in Mongolia.

Per molti sembrava un traguardo, per noi invece solo l'inizio dell'ultima sfida...sicuramente la più difficile.

Attraversare da ovest ad est fino ad Ulan Bator, la capitale, l'intero territorio mongolo non è cosa da poco: un territorio privo di strade ma ricco di impervie.

Il primo giorno giorno dormiamo a pochi chilometri dalla frontiera in una tipica capanna mongola in compagnia di altri team.

Il secondo giorno la Mongolia già ci fa capire che non sarà facile percorrerla. Dopo quasi 200 km percorsi in un deserto roccioso privo di asfalto, la polvere e un masso sotto la scocca fermano il ruggito della pandarella: pompa dell'acqua e alternatore fuori uso! Subito siamo soccorsi dagli altri team che ci trainano per quasi 100 km fino a kvovd, un città alle porte del nulla.

Il terzo giorno grazie al meccanico ufficiale dell'organizzazione la pandarella riprende a ruggire e ripartiamo sempre in compagnia. Un errore di 100 km (in Mongolia non ci sono strade ma solo direzioni) ci comporta un ritardo enorme che si ripercuote su tutto il percorso di viaggio. La notte si campeggia nel deserto in uno scenario da cartolina: cenare alla luce della via lattea è uno spettacolo che lascia senza fiato.

Il quarto giorno è il meteo che la fa da padrona: la pioggia trasforma la sabbia in fango ed i rigoletti in torrenti difficili da guadare. La pandarella ha dei momenti di difficoltà (in sequenza collettore della marmitta staccato, cinghia alternatore saltata, stop circolo dell'acqua motore) ma dopo le innumerevoli ore di scuola passate tra i meccanici di ben 8 stati, siamo noi stessi ora i meccanici. Facciamo ogni volta ripartire la pandarella fino al tramonto quando decidiamo di campeggiare con una temperatura prossima allo zero.

Il quinto giorno riprendiamo il percorso originario e arriviamo finalmente ad Almaly. Nel frattempo altri team si unisco a noi e sembra quasi un arrivo in parata. Dopo una breve sosta rifornimento e viveri guidiamo per altri 200 km per poi campeggiare sulle colline della regione del Govi. La serata passa piacevolmente in compagnia gustando una cena dove facciamo scoprire i sapori della nostra terra.

Il sesto giorno si riparte con la volontà di arrivare in una città dove riposare dopo tanti giorni di campeggio. La distanza non è molta, scarsi 300 km, ma nulla è così semplice come sembra qui in Mongolia. Per percorrerli tutti ed arrivare alla tanto agognata città di Bayanghor ci mettiamo più di 10 h. Un tempo lungo il quale incontriamo di tutto e ci succede di tutto: i bulloni oramai non reggono più le continue sollecitazioni ed il semiasse dal telaio si sgancia. Sembra la fine del nostro viaggio ma quando meno te lo aspetti capita l'imprevedibile. Due persone del posto si fermano al nostro cenno di aiuto e senza che diciamo nulla sono già sotto la pandarella per trovare una soluzione. Dopo solo 30 minuti dove si utilizzano due crick, svariati bulloni per trovare quelli giusti, chiavi di tutte le dimensioni e nazioni, la nostra pandarella è di nuovo pronta per affrontare il viaggio. Omaggiamo i nostri salvatori con una tanica di benzina, svariate foto, ringraziamenti e via fino alla città senza più fermate.

Il settimo giorno è il giorno più lungo del nostro viaggio, l'arrivo a Ulan Bator! Non per lunghezza né tantomeno per la difficoltà del percorso (per la prima volta è tutto asfalto), ma perché ogni chilometro che percorriamo porta con se la fatica di tutti i chilometri percorsi per essere qui dove siamo in questo preciso instante. Il Mongol Rally è una grande avventura, che ti cambia giorno per giorno senza che te ne accorga, che ti fa vivere situazione e sensazioni al limite del possibile, che ti apre i confini rendendoti cittadino del mondo. E, ora che siamo finalmente nella piazza principale di Ulan Bator, la mente torna a tutte le persone che hanno creduto nell'impresa. I ringraziamenti sono doverosi!

Domani si riparte alla volta di Ulan Ude (Russia) altra strada da fare, altri chilometri da percorrere per donare quella è stata la nostra casa per quasi un mese, la mitica pandarella che ha dimostrato che la generosità deve essere il motore delle nostre azioni!

https://www.facebook.com/basilicatamongolrally2016/

sabato 15 agosto 2015

La rivoluzione del calcio in Asia

(Fonte: http://commons.wikimedia.org)
Il gioco più bello e diffuso del mondo, il calcio, sta prendendo piede ormai in ogni angolo del globo. In Asia, soprattutto dopo il mondiale del 2002, sta lentamente iniziando ad essere uno degli sport più praticati anche grazie all’afflusso di capitali di ricchi magnati cinesi e indiani, che puntano molto sullo sviluppo delle loro leghe domestiche, investendo anche sull’arrivo di vecchie glorie del calcio europeo e sudamericano. Non c’è dubbio che in questo momento i tre campionati più importanti del continente orientale siano la Super League cinese, la Japan League e l’Indian Super League, che sono i tornei che vedono il maggior investimento da parte sia degli organizzatori sia dei presidenti delle squadre e che adesso iniziano ad attirare l’attenzione anche dei più importanti siti di scommesse mondiali.

La crescita del calcio nel paese del Sol Levante
La Japan League già negli anni ‘90 iniziò a farsi conoscere grazie alle sue pioniere incursioni nel mercato dei calciatori europei. Primo fra tutti Totò Schillaci, storico attaccante italiano e capocannoniere di Italia ’90, che andò al Jubilo Iwata. In precedenza già negli anni ‘80 il fenomeno brasiliano Zico era approdato in Giappone e anche Careca, altro brasiliano, lo avrebbe seguito. In seguito Kazu Miura, Hidetoshi Nakata e Shunshuke Nakamura avrebbero intrapreso il percorso al contrario approdando in Serie A con alterne fortune.

Ora la Japan League, che prevede una divisione in sette serie, vede la sua 23esima edizione in corso e l’attuale capolista è il Sanfrecce, con 15 punti. Il campionato finisce a dicembre dunque c’è ancora molto tempo per recuperare, soprattutto per i campioni in carica del Gamba Osaka, che hanno raccolto 9 punti finora.

La situazione della Cina
La Super League cinese sta invece lentamente prendendo il sopravvento su quella giapponese, nonostante a livello di nazionale i nipponici continuino ad essere superiori. L’avvento di ricchi proprietari cinesi che intendono investire sul calcio ha permesso alla lega giapponese di arricchirsi di personaggi di un certo livello, su tutti Marcello Lippi, ex allenatore campione del mondo con l’Italia nel 2006, sostituito poi da Fabio Cannavaro sulla panchina del Guanzhou, uno dei club più ricchi del paese, a sua volta rilevato dall’ex CT brasiliano Felipe Scolari. Nello stesso club erano approdati precedentemente anche Alessandro Diamanti e Alberto Gilardino, due che sono stati nel giro della nazionale italiana e che adesso sono tornati in Italia. Non è un caso che il Guanzhou sia anche campione in carica del torneo e uno dei favoriti per la vittoria della prossima edizione.

India: calcio vs. cricket
Tuttavia, parlando di Asia, il fenomeno calcistico più recente è senza dubbio quello della creazione della Indian Super League. In un paese dove il cricket è da sempre lo sport nazionale, il calcio sta pian piano prendendo piede, visto anche l’enorme bacino di utenza potenziale a disposizione. Si tratta di un torneo molto intenso, che ha luogo nel giro di tre mesi, prima attraverso un classico girone all’italiana e poi tramite i playoff, per dare ancora più adrenalina alla parte finale del campionato. La squadra campione in carica è l’Atletico Kolkata, che ricalca nello stemma l’Atletico Madrid e che conta su calciatori come Helder Postiga e Josemi. 

L’anno scorso, tuttavia, la notizia più rilevante era la presenza di calciatori come Alessandro Del Piero, Robert Pires e David Trezeguet, vecchie glorie dal grande curriculum che hanno dato una bella immagine a questo campionato nuovo di zecca che prova a far diventare il calcio non solo un business ma anche una passione in India.

lunedì 10 agosto 2015

Shanghai: le polemiche post Supercoppa 2015

Non parliamo molto spesso di calcio, ma dopo quello che è successo a Shanghai in occasione della Supercoppa Italiana 2015 non possiamo esimerci dal commento. A contendersi il trofeo c’erano Juventus, vincitrice di Scudetto e Coppa Italia, e la Lazio di Stefano Pioli in qualità di finalista proprio in Coppa Italia. La gara non ha regalato chissà quali emozioni, ma alla fine i bianconeri guidati sapientemente da Massimiliano Allegri sono riusciti ad imporsi nonostante i diversi addii all’inizio dell’estate e la rivoluzione apportata dalla società per abbassare l’età media della rosa. A decidere il match sono i goal di due nuovi arrivi in casa bianconera: Mario Mandzukic, con un perentorio colpo di testa, e Paulo Dybala che su assist di Pogba trafigge Marchetti con un bolide. In molti si attendevano un esordio con una sconfitta dei bianconeri nonostante i siti di scommesse come paddypower.it e snai.it abbiano sin da subito quotato per favorita proprio la Juventus per la conquista del primo trofeo stagionale. A quanto pare possono cambiare i giocatori, ma lo spirito nella società di Andrea Agnelli sembra essere sempre lo stesso.

Ma veniamo a questo punto alle innumerevoli polemiche che questa trasferta cinese del calcio italiano ha comportato un po’ in tutto il mondo. Chi ha visto la partita in diretta tv sin dal primo momento si sarà accorto che la regia, che poi si è scoperto essere cinese, non era assolutamente all’altezza di un evento del genere che veniva trasmesso in oltre cento paesi in tutto il mondo. Un danno d’immagine in Italia per la Rai che tramite i suoi telecronisti è stata costretta a ricordare ai telespettatori che le sviste non erano assolutamente da ricondurre alla tv di Stato. Un danno ancor più rilevante è per la Lega Calcio di Serie A che ha avuto un danno d’immagine in tutto il mondo e già solo per questo dovrebbe chiedere risarcimenti agli organizzatori cinesi che avevano acquisito i diritti per circa 3 milioni di euro. I club di Serie A cercano di conquistare mercati emergenti come quello asietico, ma in questo modo trovare nuovi fans disposti a seguire il calcio nostrano diventa un’impresa molto ardua.

sabato 30 maggio 2015

Dubai, in arrivo campo da tennis sottomarino



di Antonio Gianseni - Gli Emirati Arabi Uniti stupiscono ancora. L'architetto polacco Krysztof Kotala ha realizzato un progetto che rivoluzionerà il modo di intendere lo sport. Il primo campo da tennis subacqueo sorgerà proprio a Dubai.


Nello stadio sommerso, gli amanti del tennis potranno seguire il match e contemporaneamente ammirare la fauna marina sguazzare sulle proprie teste.

Dubai è già famosa in tutto il mondo per le proprie costruzioni da record. Si pensi che è lei a possedere il campo da tennis più alto del mondo, realizzato sul tetto del Burj al Arab.


Per ora mancano ancora piani per realizzare il progetto di Kotala, dal momento che i costi per questa costruzione sono davvero elevati.

giovedì 7 maggio 2015

India: quattro atlete tentano suicidio di gruppo, salve in tre

Anju Bobby George
di Pierpaolo De Natale - Non ci sono dubbi: è un suicidio di gruppo quello che hanno tentato quattro atlete indiane di 15 anni. I loro corpi sono stati ritrovati ieri sera. Per una di loro non c'era più nulla da fare, mentre le altre tre erano in stato d'incoscienza. Il gesto è stato spiegato all'interno di un biglietto di addio, in cui lamentavano la durezza della loro vita di sportive. Per togliersi la vita le ragazze hanno scelto di ingerire frutti avvelenati.

A riferire del biglietto d'addio è il direttore del Centro Governativo per gli Sport acquatici dell'Autorità Sportiva indiana, Injeti Srinivas, che le ospitava nel Kerala.

Secondo quanto denunciato dai famigliari delle vittime, "le ragazze non erano in grado di sopportare le torture fisiche e mentali" dei loro allenatori. Dal Centro Sportivo negano le accuse e il direttore Srinivas ha assicurato: "Se emergeranno mancanze da parte nostra o saranno individuati dei colpevoli, prenderemo i più severi provvedimenti".

"Siamo tutti profondamente scioccati. Gli istituti dell'Autorità Sportiva Indiana sono posti sicuri per le ragazze" ha detto la campionessa indiana medaglia d'oro di atletica leggera Anju Bobby George.

mercoledì 11 giugno 2014

Brasile-Croazia: prende il via il mondiale 2014

Si parte. Occhi puntanti sul Brasile per l’inaugurazione della ventesima edizione dei campionati mondiali di calcio che inizieranno con la sfida inaugurale tra i padroni di casa e la Croazia. Come fanno notare gli analisti di scommesse sui Mondiali betfair, tra i verdeoro e i croati esiste un solo precedente, datato 13 giugno 2006, mondiali di Germania. A Kaiserslautern il Brasile iniziava la sua avventura poco fortunata, vincendo per 1-0 grazie a un meraviglioso sinistro di Ricardo Kakà. Esiste anche un precedente in amichevole finita 1-1 con Ricardinho e Kranjcar come marcatori, mentre 4 sono i precedenti se si prende in considerazione l’ex Jugoslavia e non la Croazia, nazionale relativamente giovane che ha avuto l’indipendenza nazionale solo nel 1991. Il primo incontro risale al 1930, anno della prima edizione dei mondiali; furono gli slavi a imporsi per 2-1, mentre nel 1950, in terra carioca, furono i padroni di casa a vincere per 2-0. Nel ’54 l’incontro avvenne ai mondiali in Svizzera e terminò per 1-1, mentre nel ’74, mondiale di Germania Ovest, il risultato si fermò sullo 0-0.

Il Brasile ha partecipato a tutte le edizioni dei mondiali, vincendone cinque (’58, ’62, ’70, ’94, 2002) e risultando la nazionale più vincente della competizione, arrivando per ben 19 volte nelle prime 4 posizioni. Una nazionale con una storia gloriosa, fatta di gioco spumeggiante e campioni indimenticabili, che però negli ultimi anni non è riuscita a trovare la quadratura giusta per andare avanti e imporsi tra le migliori del mondo, vedi le edizioni 2006/’2010. Recente è invece il successo in Confederation Cup, avvenuto lo scorso anno sotto la guida di Scolari, CT dalla enorme esperienza internazionale e che gli appassionati di scommesse sui Mondiali 2014 di questo sito considerano vincente come pochi. La Seleção, che come squadra ospitante ha avuto accesso diretto alle fasi finali del torneo, si appresta a scendere in campo con una folta schiera di elementi eccellenti, a partire dalla difesa, che vede primeggiare Thiago Silva su tutti, uno dei centrali più forti al mondo. Al suo fianco gente come David Luiz, Marcelo, Dani Alves, Maicon, Maxwell e Dante, questi ultimi riserve di lusso. Il centrocampo apporta una sostanziale novità in casa brasiliana: abituati ad avere gente più “estrosa” con i piedi, questa mediana ha invece un folto blocco di uomini più fisici che tecnici come Paulinho, Ramires, Fernandinho, Luiz Gustavo, Willian con Oscar ed Hernanes ad alzare il livello tecnico. L’attacco ha un nome che primeggia su tutti, ed è quello di Neymar, ma occhio a non sottovalutare Fred e soprattutto Hulk.

La Croazia, come già detto, è una nazionale nata da pochi anni dopo la scissione della penisola balcanica. L’esordio è andato in scena nel mondiale di Francia ’98, una “prima” col botto visto che portò i croati a salire sul podio, piazzandosi al terzo posto. Discorso diverso nel 2002 e nel 2006, che vide la mancata qualificazione agli ottavi. La difesa ha la sua forza sulle fasce, con Srna e Pranjic a fare da “pendolini”, ma è il centrocampo il reparto più assortito: Rakitic, Modric e Kovacic non fanno mancare di certo la qualità, mentre Vukojevic equilibra il tutto con maggior copertura, aspetto deficitario di questo centrocampo. In attacco il CT Niko Kovac punterà tutto su Mario Mandžukić, attaccante completo e che giocherà quasi sicuramente come unico terminale offensivo.

I pronostici sono tutti a favore della squadra di casa, forte della maggior qualità in campo e dell’appoggio del pubblico di casa, sempre molto folkloristico e appassionato.